lunedì 4 gennaio 2016

Alsazia #4: Strasburgo e altri luoghi...

Ciao amici! Chi si rivede eh?
Fingiamo che non sia passato (quasi) un anno dall'ultimo post e riprendiamo da dove eravamo rimasti... tanto l'argomento è ancora in tema ;)

Siamo arrivati all'ultima tappa del nostro viaggetto in Alsazia.
Per leggere i post precedenti vi rimando qui, qui e qui.
Panorama dalla diga Vauban
Strasburgo, capitale europea e dell'Alsazia, è una città affascinante il cui centro storico è costruito sulla Grande Île (Grande Isola) circondata dalle acque del fiume Ill.
Il nostro hotel era abbastanza centrale perciò quella mattina ci siamo mossi agevolmente a piedi e ci siamo diretti subito verso il quartiere della Petite France.
Scorcio della Petite France
Dal 1988 la Petite France è stato eletta patrimonio dell'umanità Unesco. Si tratta di un antico quartiere di conciatori, mugnai e pescatori. Le viuzze presentano un susseguirsi di case con travature a traliccio e grandi tetti spioventi. Tra le più importanti e rinomate la Maison des Tanneurs (Casa dei Conciatori).
Les Ponts Couverts e il Batorama
Da lì ci siamo spostati verso la terrazza panoramica della diga Vauban, dalla quale si ha una bella vista sui Ponti Coperti. Questi ponti che delimitano la zona della Petite France hanno conservato il nome malgrado la scomparsa della copertura nel 18° secolo. Le quattro torri da cui sono dominati servivano da bastioni per la difesa nel caso di attacchi alla repubblica strasburghese.

Le previsioni meteo purtroppo non si sono smentite e mentre tornavamo verso la Cattedrale ci ha colto un bell'acquazzone! Fortunatamente era quasi ora di pranzo perciò ci siamo rifugiati in una brasserie a gustarci una classica tarte flambé (Ristorante Le Gruber) e Newton ne ha approfittato per riposare un po' sotto il tavolo.

Poiché nel pomeriggio il meteo non accennava a migliorare, abbiamo pensato di poter ingannare il tempo vedendo la città da un'altra prospettiva. Dall'imbarcadero di Palazzo Rohan salpa il battello Batorama che in poco più di un'ora percorre i canali intorno al centro storico fino al quartiere europeo.
Purtroppo ci hanno negato l'accesso perchè i cani non sono ammessi (neanche nel trasportino!), ma non ci siamo demoralizzati e abbiamo camminato sotto la pioggia per diversi km, raggiungendo ugualmente le istituzioni europee che sorgono in una zona a nord della città.
Dopo la lunga camminata, inzuppati e infreddoliti, ci siamo rifugiati in una pasticceria per una golosa merenda e infine siamo tornati in albergo a riposare.

Per cena volevamo andare al ristorante La Cloche à Fromage, ma non avendo trovato posto (va prenotato con largo anticipo!), ci siamo accontentati del ristorante Au Caquelon (non eccezionale a dire il vero).

Il giorno successivo invece il cielo era azzurrissimo e il sole splendeva. Comodamente in braccio a papino siamo saliti sulla terrazza della Cattedrale per ammirare la città dall'alto (ndr ingresso gratuito perché era la prima domenica del mese).


La vista panoramica vale la faticaccia di salire tutti quei gradini. Giudicate voi stessi:
Panoramica dalla terrazza della Cattedrale di Strasburgo


Tornati con le zampette per terra abbiamo gironzolato ancora un po' in città e abbiamo atteso che fosse mezzogiorno e mezzo per rientrare in Cattedrale ad ammirare lo spettacolo dell'orologio astronomico.
Questa volta mi sono posizionato nel trasportino perché avevo paura non mi facessero entrare e me ne sono stato zitto zitto ad aspettare davanti a questo enorme meccanismo che al rintocco delle campane.... NON HA FATTO NULLA!
Eh sì amici, sono stato sfortunato. Quel giorno una voce all'altoparlante ci ha avvisato che per problemi tecnici non ci sarebbe stato nessuno spettacolo.
Quello che avremmo dovuto vedere è un gioco di meccanismi che mette in moto contemporaneamente diverse scene. In primo luogo ci sono due putti alati con una campanella e una clessidra, a seguire si muovono delle statuine rappresentanti le età della vita (un adolescente, un adulto, un vecchio e la morte con la falce in mano), infine gli apostoli che sfilano davanti a Gesù mentre un gallo canta tre volte. Per avere un'idea consiglio di vedere questo video trovato su youtube.

Amareggiati per aver atteso inutilmente ci siamo catapultati a pranzo (stesso ristorante della prima sera, il Gurtlerhof) e subito dopo ci siamo rimessi in auto per rientrare verso casa.

Ma sul tragitto c'era ancora il tempo per un paio di soste.
Il monastero sul Monte Sainte Odile, nei pressi di Obernai, è stato il primo. Si tratta di un luogo religioso dedicato alla patrona dell'Alsazia, ancora oggi meta di molti pellegrini. Purtroppo i quattrozampe non possono entrare perciò tenderei a sconsigliare la visita perché resta abbastanza lontano dall'autostrada e bisogna salire parecchio su strade di montagna. Se però fosse una bella giornata o se avete il tempo di fare una bella passeggiata nei boschi, ecco allora devo ammettere che il panorama è decisamente suggestivo e spazia dalla pianura alsaziana fino alla Foresta Nera.

La seconda deviazione invece non potete proprio perderla. Si tratta del paesino di Eguisheim, uno dei più belli a mio avviso.
E sembra che non sia solo io a dirlo poiché negli anni è stato votato molte volte tra i borghi più belli di Francia.
L'atmosfera qui è magica, mi piacerebbe moltissimo passeggiare di nuovo tra questi vicoli in primavera-estate quando sono straripanti di fiori!


Eccoci alla fine di questo viaggio.
Spero che le informazioni che ho raccolto possano essere utili a chi mi legge per organizzare una fuga in Alsazia o, perché no, solo per fantasticare un po'...

Alla prossima!
Newton

"Una destinazione non è mai un luogo,
ma un nuovo modo di vedere le cose."
(Henry Miller)

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